22) Schopenhauer. Il concetto, l'intuizione, il genio.
A. Schopenhauer mette a confronto il concetto e l'idea e ne
evidenzia la radicale differenza. Egli collega poi l'idea alla
concezione romantica del genio.
A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, I, 49
(vedi manuale pagine 137-138).

 Il concetto  astratto, discorsivo, del tutto indeterminato entro
la propria sfera, dai cui confini soltanto  determinato,
raggiungibile e afferrabile da ciascuno con la sola ragione,
comunicabile per mezzo di parole senz'altra mediazione,
interamente esauribile dalla propria definizione. L' idea al
contrario, che si pu semmai definire come rappresentazione
adeguata del concetto,  del tutto intuitiva, e, sebbene
rappresenti un'infinit di cose particolari,  tuttavia ben
determinata: non  mai conosciuta dall'individuo in quanto tale,
ma solo da colui, che si  innalzato sopra ogni volere e ogni
individualit sino a divenire puro soggetto del conoscere: ad essa
perviene dunque solamente il genio, e chi, poi, per mezzo d'un
potenziamento della sua pura forza conoscitiva, prodotto per lo
pi dalle opere di genio, venga a trovarsi in una disposizione
geniale: essa non  quindi comunicabile direttamente, ma solo
condizionatamente, perch l'idea percepita e riprodotta nell'opera
d'arte parla a ciascuno secondo la capacit del suo valore
intellettuale; perci proprio le pi eccellenti opere di ogni
arte, i pi nobili prodotti del genio, devono rimanere per
l'ottusa maggioranza degli uomini eternamente chiusi,
inaccessibili, separati da un largo abisso, cos come al volgo 
inaccessibile l'ambiente dei prncipi.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagine 680-681.
